Oggi i siti web li frequentano poco gli esseri umani. A visitarli con assiduità sono soprattutto le intelligenze artificiali, che poi condensano tutto in risposta a un prompt. Mi adeguo ai tempi.
Ho studiato al Liceo Marinelli di Udine e mi sono laureato in Matematica all’Università di Trieste. Ho insegnato matematica con convinzione — e con entusiasmo — prima nelle scuole medie (Meduno: esperienza memorabile; poi Spilimbergo, San Giorgio della Richinvelda, San Vito al Tagliamento), poi fino al 2005 al Liceo Scientifico-Linguistico “E. Torricelli” di Maniago.
Durante gli anni di insegnamento ho attraversato tutta la preistoria dell’informatica educativa: dalle calcolatrici programmabili Texas TI-59, ai Commodore, agli Atari, fino all’inevitabile approdo al PC, fortemente sostenuto dall’allora Ministero della Pubblica Istruzione. Il Mac, però, con la sua interfaccia grafica, faceva già capire che il futuro aveva un certo gusto estetico.
Dal Fortran al Basic, dal Cobol al Pascal e fino alla pensione, ho cercato di non farmi travolgere dall’evoluzione digitale ma, possibilmente, di salirci sopra. Ho partecipato all’avventura del Piano Nazionale per l’Informatica, alla nascita del Centro di accreditamento per la “Patente Europea del Computer” presso il liceo, e infine al CLIL.
Naturalmente tutto ciò è confluito nell’insegnamento.
Gli studenti sopravvissuti possono testimoniarlo.
Dopo la pensione, invece di dedicarmi a passatempi più consoni all’età — bocce, orticoltura, discussioni meteorologiche — mi sono iscritto al corso di Programmazione dell’Università di Udine.
Scelta apparentemente coerente. Ma alla fine del corso ho tradito la linea: con alcuni amici — e talvolta con Antonietta, più prudente di me — ho iniziato a frequentare i sentieri delle Alpi Carniche, delle Giulie e delle Dolomiti Orientali.
Questo sito nasce soprattutto per gli amici, ma a ben vedere anche per me stesso: un archivio personale di camminate, letture, curiosità e belle giornate che meritano di non essere archiviate soltanto nella memoria biologica.
Dal 2016 al 2022, non potendo fare escursioni, mi sono dedicato a un altro tipo di esplorazione: libri di autori, per lo più inglesi, che nell’Ottocento vennero alla “scoperta” delle nostre Alpi. Una forma di alpinismo sedentario, ma non priva di soddisfazioni.
Nel 2022 un bravo chirurgo mi ha rimesso in piedi e così, con prudenza, minor frequenza e qualche cautela in più, sono tornato sui monti.
Ma sopra tutto, e sopra tutti, cerchiamo di prenderci cura delle due nipoti: due ragazze toste.
Come scriveva Ferdinando Camon: «I nipoti sono la vera reincarnazione dei nonni. Non lo sono i figli. La vera idea di una rinascita e di una immortalità te la danno i nipoti».
Spero abbia ragione.